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30 Marzo 2021

SOSTENIBILITÀ

L’ITALIA VERSO L’ECONOMIA CIRCOLARE: LA FILIERA CARTARIA PROTAGONISTA

Nel corso delle ultime settimane sono stati diversi gli eventi e le ricorrenze incentrate sul tema dell’economia circolare: dalla Giornata Mondiale del Riciclo, al webinar sul ruolo della filiera cartaria nell’economia circolare italiana organizzato da Comieco e Fondazione Symbola, fino ad arrivare alla Conferenza Nazionale sull’economia circolare del Circular Economy Network: incontri e giornate che hanno evidenziato la posizione di eccellenza dell’Italia nella transizione alla circolarità.

Il nostro è infatti il paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti raccolti (urbani, industriali ecc.) pari al 79%, con un’incidenza più che doppia rispetto alla media europea. Questa analisi si basa su tre indicatori chiave - il tasso di riciclo dei rifiuti, la produttività e il consumo pro-capite di risorse, l’uso di materia seconda nell’economia - che insieme restituiscono il nostro come il più “circolare” tra i grandi paesi europei.

Particolarmente incoraggianti i dati su quest’ultimo indicatore: come raccontato dal rapporto di Symbola e Comieco presentato in occasione del webinar del 20 Marzo, le materie utilizzate dall’industria manifatturiera italiana sono prevalentemente “materie prime seconde” provenienti dalla differenziazione di rifiuti recuperati post-produzione o post-consumo. L’impiego nell’industria di materie seconde – e la conseguente riduzione di utilizzo di materie prime vergini – determina risparmi consistenti nel consumo di energia e nelle emissioni climalteranti, che contribuiscono al riscaldamento globale.

In particolare, l’incontro ha evidenziato la filiera cartaria come uno dei settori industriali leader nell’economia circolare italiana, con un uso di materia prima (fibra vergine) che rappresenta solo il 33% del totale utilizzato, e un recupero di rifiuti in carta e cartone che raggiunge l’80% nel caso degli imballaggi.

Tuttavia questi risultati non costituiscono un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza per raggiungere obiettivi ben più alti. Risultati che il settore cartario ha tutto il potenziale per raggiungere, muovendosi lungo tre assi coerenti con i pilastri del Recovery Plan:

  • Creare materiali per l’economia circolare attraverso un efficiente recupero dei materiali;
  • Attuare processi di efficientamento energetico dei cicli produttivi industriali;
  • Progettare nuovi prodotti e processi bio-based, rinnovabili e riciclabili.

In un’analisi più ampia, il rapporto presentato da Circular Economy Network durante la Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare del 23 Marzo si è incentrato - oltre che sull’analisi comparativa della posizione dell’Italia rispetto alle altre principali economie europee – sul ruolo dell’economia circolare nella transizione alla neutralità climatica, ovvero il totale abbattimento delle emissioni nette di gas a effetto serra. Un obiettivo che il Green Deal del Parlamento europeo ha fissato per il 2050, e che non può essere raggiunto senza circolarità.

Per abbattere le emissioni di gas serra è necessario recuperare i gap di circolarità esistenti, relativi a:

  • Riduzione dell’utilizzo delle risorse attraverso il design circolare;
  • Allungamento dell’utilizzo delle risorse aumentando la vita dei prodotti e favorendone la riparazione/rigenerazione;
  • Utilizzo di materie prime rigenerative a sostituzione di combustibili fossili e materiali non rinnovabili;
  • Riutilizzo delle risorse, con il riciclo dei rifiuti e il reimpiego delle materie prime seconde.

Questi i pilastri della transizione all’economia circolare: obiettivi non banali che richiedono risorse per la ricerca e lo sviluppo dell’innovazione.

Le maggiori attese per nuove misure e nuovi finanziamenti per la transizione sono ora rivolte al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’utilizzo delle risorse europee di Next Generation EU. Alla vigilia del lancio del PNRR, la Conferenza ha voluto sottolineare le priorità, le criticità e le sfide che si presentano nel rilancio dell’economia italiana post Covid-19: un rilancio che ha la grande opportunità di valorizzare e supportare una transizione indispensabile a cui l’Italia ha già dato il via.

 

Approfondisci l’argomento sui dossier:

Symbola & Comieco - L’ECONOMIA CIRCOLARE ITALIANA PER IL NEXT GENERATION EU : econ-circolare_Comieco_2021.pdf

Circular Economy Network - 3 ° RAPPORTO SULL’ECONOMIA CIRCOLARE IN ITALIA : 3°-Rapporto-sulleconomia-circolare-in-Italia-2021.pdf (fondazionesvilupposostenibile.org)

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